BIG BANG!

Londra, Griffin Gallery, 21 Evesham Street - 19 febbraio / 8 marzo 2013
Mostra personale a cura di Alessandro Paolo Mantovani - Catalogo Stradedarts




KayOne reinterpreta il Big Bang, l'universo originato da un Grande Botto, che ha trasformato l'energia in materia in modo del tutto caotico. L'artista, nelle sue opere, ridona il giusto equilibrio agli elementi compositivi, ispirandosi all'equivalenza fra energia e materia, espressa dall'equazione E = mc². Nella formula, "E" rappresenta l'energia scaturita dalla magia dei colori perfettamente equilibrati, "m" la massa presente con grandi quantità di materia sulle tele dell'artista e "c" la velocità della luce, rappresentata attraverso il bagliore bianco, da sempre, leitmotiv delle opere di KayOne. L'universo che conosciamo non è il solo esistente, l'artista ne interpreta altri miliardi, dipingendoli con il suo innovativo action painting, spingendo lo sguardo al di là dei limiti spaziali invalicabili, conducendoci in nuovi mondi, oltre l'orizzonte cosmico.







E = mc² _> orizzonte cosmico
di Alessandro Paolo Mantovani

Nella storia dell'umanità il periodo preistorico nel quale l'uomo usò i metalli per la fabbricazione di oggetti si divide in tre età: del rame, del bronzo, del ferro. Oggi KayOne ci introduce nell'età del metallo pesante, trasformato in metallo nobile e prezioso di alto valore artistico. Il metallo particolarmente impiegato nelle saldature e quindi nell'unione degli elementi, come l'arte per tutti, che funge da unione spirituale degli uomini, manifesto universale del concetto di fratellanza. Assoluta nonchalance dell'artista nella trasmutazione del metallo nelle sue opere, il cambiamento e la trasformazione ci disorientano tra realtà e illusione. KayOne ci inchioda come una borchia sull'immagine, dove configura il sistema di rappresentazione dell'espansione dello spazio, l'origine del tutto, dipinto come un killer seriale attraverso radiazioni lucenti. Il Big Bang, lo spettacolo per definizione, il frattale del maestro, assurge a trasferimento della rappresentazione dell'universo attraverso la sua visione artistica dell'infinito. Entriamo nell'astrochimica dei colori, quella realtà tridimensionale percepita dall'occhio umano, in mirabili dipinti di espressionismo astratto post-graffitista. La nebulosa bianca onnipresente nei lavori del visionario, dirotta il punto di fuga perseguendo composizioni dinamiche e coinvolgenti. Il fruitore, spesso rimane prigioniero di effetti illusori ottenuti con la complicità di rappresentazioni prospettiche sorprendenti, che danno origine a spazi fantastici lontani anni luce, carichi di profondi colori. Iniziamo il viaggio spaziale sui treni di ferro corroso in presenza di ioni specifici, questo è il caso, della grafitizzazione delle ghise ovvero la corrosione selettiva del metallo nei confronti della grafite con conseguente variazione cromatica, che viene ad assumere la colorazione tipica del rame. Metallo con elevata conducibilità elettrica, che ci trasmette scariche innestate dall'unione di diversi punti, di diversi piani, di diverse materie rintracciabile nelle opere di KayOne. Frammenti scomposti che raggiungono un equilibrio perfetto, integrandosi all'unisono diventando tutt'uno con le cromie trascendenti dell'infinito. La luce delle sue opere sembra provenire da più direzioni, infatti il chiaroscuro è utilizzato liberamente per dare tridimensionalità ai molti piani della gamma informale.




Colori intensi che inducono l'osservatore a esplorare gli aspetti compositivi dell'opera conducendolo per mano fino al concetto fondamentale del tempo bidimensionale. L'artista anticipa attraverso le proprie forme espressive, concetti innovativi della descrizione dello spazio, prodotti dalla combinazione di onde di energia che tendono a modificare il senso del reale. Si genera così nei suoi dipinti un universo virtuale parallelo a quello reale, dove il tempo non scorre più in maniera unidirezionale ed irreversibile verso la composizione degli eventi, dal momento che l'origine delle cose, ha il potere di rendere reversibile il tempo delle immagini. KayOne modifica le dimensioni effettive dello spazio-tempo, in quanto ponendosi in contemplazione a lungo dinanzi ad una sua opera, il particolare stato di grazia ci induce a pensare che il tempo sia volato via. Il caos persistente nella logica di pianificazione dei diversi strati di colore, gioca un ruolo importante anche nella costruzione del mondo artistico. L'universo originato da un Big Bang da un Grande Botto, che ha trasformato l'energia in materia, in modo del tutto caotico, trova il giusto equilibrio, negli spazi cosmici su metallo pesante. Il nostro universo  risulta essere bidimensionale nel tempo e nello spazio, ma grazie al ricamo della materia su ferro, penetriamo nel tridimensionale, come una stella di carta origami. Esploriamo l'infinito, consapevoli che prima del Grande Botto nulla esisteva, spazio e tempo sono nati insieme con l'Universo e possono esistere solo in presenza di materia ed energia prodotte in larga scala dal teoretico KayOne. Piaccia e gratifichi la committenza illuminata il postulato di come l'artista faccia propria rinnovandola e contestualizzandola l'equivalenza fra energia e materia, espressa dall'equazione E = mc². Nella formula E è l'energia, scaturita dalla magia dei colori, m la massa elargita generosamente con diffusione di materia e c la velocità della luce rappresentata attraverso l'abbacinante bagliore bianco. L'Universo che conosciamo non è il solo esistente, KayOne ne interpreta altri miliardi che hanno subito una medesima dilatazione repentina, tutto questo ci porta alla conclusione che la vita potrebbe esistere anche altrove in una serie di Universi paralleli. La Terra non sarebbe quindi al centro dell'Universo, non essendo il nostro l'unico Universo esistente. KayOne spinge lo sguardo oltre il confine del nostro Universo, superando quel limite invalicabile oltre il quale non è possibile andare. KayOne ci porta oltre l'Orizzonte Cosmico.
















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