VUOTE A RENDERE

Arte 2 Gallery - Via Boltraffio, 12 Milano - 25 settembre / 31 ottobre 2008
Mostra collettiva a cura di Francesca Guerisoli e Lorenzo Bonini

KayOne partecipa alla mostra Vuote a Renedere - Cans Customizing Art, organizzata dalla Galleria Arte2 di Milano. Progetto unico nel suo genere, che coinvolgerà molti writer italiani e internazionali.



Comunicato Stampa:

La Arte Due Gallery di Matteo Chigorno, con il sostegno dell'Assessorato al Tempo Libero del Comune di Milano, propone dal 24 settembre al 31 ottobre 2008 la mostra Vuote a Rendere. Cans Customizing Art, un’ampia collettiva che vedrà coinvolti più di quaranta artisti provenienti dalla street art. Ogni artista è stato invitato a realizzare una o più opere appositamente per la mostra, attraverso la customizzazione di bombolette spray. Questa inedita e significativa “materia prima” è utilizzata dagli artisti coinvolti talvolta come supporto da dipingere, talvolta come materia da scolpire o, ancora, per creare oggetti di design. Saranno quindi tutti lavori inediti quelli presentati alla ARTE DUE Gallery, realizzati partendo da uno stesso tema, che daranno vita ad un confronto e ad un dialogo serrato tra personalità anche molto diverse tra loro, normalmente impegnate all’interno dello scenario urbano. Il progetto alla base di Vuote a Rendere, nato dall'incontro tra Matteo Chigorno, proprietario della nuova galleria ARTE DUE, il gruppo TDK art D-vision, formato dai noti artisti milanesi Raptuz e Gatto, e la critica d'arte Francesca Guerisoli è molto più di una semplice mostra. Infatti tale progetto, di cui Vuote a Rendere è l’evento inaugurale, si prefigge di portare nel panorama galleristico italiano ed internazionale una serie di mostre e di rassegne dedicate al mondo della street art. Non quindi un evento isolato, ma una mostra che farà di ARTE DUE Gallery una sede espositiva esclusivamente dedicata al meglio della produzione artistica di strada e ai suoi più stimati esponenti. Gli eventi in programma tratteranno prevalentemente di Writing, Kustom Kulture, Tatoo-Art, Digital-Art e Grafica, Scultura ed Installazione, Design, Fotografia ecc. Una rassegna di mostre che vedrà coinvolto chi ha creato e divulgato nel mondo alcuni tra i fenomeni artistici e stilistici più grandi ed influenti nelle culture metropolitane degli ultimi cinquant’anni, portandoli direttamente dalla strada alla galleria d’arte. Vuote a Rendere sarà affiancata da una serie di iniziative collaterali, a cominciare dalla serata inaugurale di mercoledì 24 settembre, a cui saranno presenti tutti gli artisti partecipanti all’esposizione, insieme ad alcuni special guests che si esibiranno in diretta. Nel week-end successivo all’inaugurazione – venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 settembre – verrà organizzata a Milano, presso il Centro Sportivo Triestina (Via Alessandro Fleming, 12), una tre giorni di grande writing internazionale, con oltre 90 artisti di fama mondiale, ospiti e musica.Inoltre, a conclusione di questa prima mostra della rassegna, venerdì 31 ottobre si terrà il finissage. La mostra sarà accompagnata da un catalogo con saggi di Lorenzo Bonini e Francesca Guerisoli, e con un ricco apparato iconografico e di interviste effettuate agli artisti appositamente per l’occasione.


Presious Things - Swarovski applicati su Bomboletta Spray



Vuote a Rendere, 38 Street artist a confronto
di Francesca Guerisoli

Il graffiti writing, dal 1984 – anno di “Arte di frontiera: New York Graffiti” - ad oggi, ha interessato in modo via via sempre più consistente sia la critica sia il mercato dell'arte italiano. Da tendenze che uscivano dagli spazi deputati all'arte manifestandosi come cultura tipicamente urbana, graffiti writing e street art sono così entrati velocemente anche nelle gallerie e nei centri espositivi. Mostre, festival, convention, live performance e rassegne sono state largamente curate, promosse, patrocinate da diverse istituzioni. Circoscrivendo il fenomeno al territorio milanese, tra il 2006 e il 2007 si sono fatte promotrici di eventi legati alla street art sia importanti istituzioni private (ne è un esempio la Triennale Bovisa con “Milano Graffiti Writers”) sia il Comune di Milano, che prima ha puntato i riflettori sui graffiti del Leoncavallo e poi ha dato vita a “Street art Sweet art”, mostra e live performance presso il Padiglione Arte Contemporanea. “Vuote a rendere” rappresenta una ulteriore ricerca sull'arte di strada, su uno dei possibili sviluppi che essa può assumere, focalizzando l'attenzione sui suoi fautori. Sono sostanziali le differenze tra una mostra come questa e i graffiti del Leoncavallo e la mostra al PAC sopra citate. Con i graffiti del Leoncavallo si intendeva prendere coscienza ed aprire una finestra su qualcosa di esistente di per sé, con lo scopo di conferirvi – a detta del suo promotore, l'allora Assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi – una “legittimazione estetica”; con la mostra al PAC si sono invece invitati gli artisti ad esporre e creare per uno spazio opere come quelle che, in strada, hanno reso famose le loro tag. Il progetto “Vuote a rendere”, se da una lato si vuole porre su una linea di continuità rispetto alle precedenti mostre e rassegne dedicate all'arte di strada, di cui si sono voluti indicare solo due esempi, dall'altro è radicalmente diverso. Gli artisti creano qualcosa di nuovo partendo da una comune base che non è più la superficie di un muro, bensì la bomboletta spray. L'attenzione passa perciò da opere di street art ad opere di artisti provenienti dalla street art, chiamati ad esprimersi in quanto artisti a tutto tondo. È la bomboletta la chiave del progetto “Vuote a rendere”. Le cans sono fornite vuote, vergini agli artisti. Da mezzo per dipingere, la bomboletta diviene oggetto che fa parte dell'opera. Feticcio di una pratica che non viene da tutti condivisa come “artistica”, questa volta non sta dietro le quinte come una macchina da presa, ma si espone al pubblico, si mostra, obbligando l’osservatore a prendere piena coscienza del mezzo a disposizione degli street artist. Alla bomboletta ognuno può decidere di erigere un monumento o, al contrario, di attaccarla fino a distruggerla. L'artista ripensa in questo modo il proprio lavoro e il proprio ruolo; si confronta con un materiale diverso dai soliti, crea un oggetto che poco ha a che fare con la pratica dell'arte di strada. Ciò che in questa mostra rimane fedele alla street art è, quindi, l'elemento più importante: la persona, con le sue modalità espressive che ne hanno reso un artista. Writers di fama consolidata che già negli anni novanta hanno affermato il proprio nome all'interno del panorama urbano italiano sono qui affiancati sia da artisti che si sono successivamente messi in mostra sulla scena artistica non solo nazionale, sia da giovani


Vuote a Rendere, cans customizing art
di Lorenzo Bonini

Arte mobiliare comprende gli oggetti portatili che erano anche strumenti di caccia. Le prime immagini della storia dell'uomo sono state create dai cacciatori dell'Età della pietra, sulle pareti rocciose delle grotte i primitivi artisti hanno raffigurato gli animali selvatici che costituivano il loro bottino di caccia. La prima manifestazione artistica nasce quindi dal rapporto tra l'uomo e la natura che lo cir-conda. In Europa le testimonianze dell'arte delle caverne, realizzate in un arco di tempo millenario, sono numerose e localizzate soprattutto nel Nord del continente europeo e nella penisola Iberica; sono rappresentazioni della fauna del Pleistoce-ne, che l'homo sapiens sapiens cacciava con bastoni o con armi di pietra scheggiata per procurarsi il cibo e le pellicce con cui coprirsi. Sono immagini di bisonti, bovidi, cervi, renne, cavalli, realizzate con mezzi primitivi ma con straordi-naria bravura. Le pitture e le incisioni rupestri più belle risalgono al periodo magdaleniano e appartengono all'ultima cultura importante del Paleolitico superiore. È difficile interpretare il pensiero di un uomo tanto lontano da noi. Egli disegnava disteso o accoccolato nelle caverne, alla luce di una fiaccola fumosa, con un carbone di legno bruciacchiato o con un punteruolo d'osso, affidandosi esclusivamente alla sua memoria visiva. Questa faticosa realizzazione doveva avere uno scopo ben preciso, vitale per la comunità, perché le grotte dipinte furono frequentate da molte generazioni di uomini. Alcuni studiosi ritengono che queste immagini avessero un fine pratico: servivano a spiegare come avveniva la caccia. Altri interpretano le grotte dipinte come santuari in cui si sarebbero svolti rituali di una primitiva magia propiziatoria. Sicuramente l'uomo preistorico ha tentato di razionalizzare la realtà, il mondo animale selvaggio, irruente, pericoloso e di capirne l'ordine, le forme, i ritmi, le forze. L'immagine è stata un mezzo per comprendere l'ambiente e non perdersi in esso, anche oggi l’uomo moderno vuole razionalizzare la realtà oggi come allora non più verso il mondo animale, ma verso il suo simile mettendo in discussione gli ideali della modernità, della società e della cultura fondati sulla fede nel sapere e nel progresso, dove i movimenti artistici degli ultimi decenni si sono susseguiti con un ritmo così incalzante da consumare in breve tempo i loro programmi innovativi e le avanguardie erano rapidamente invecchiate. L’arte non può fermarsi ed è in continua evoluzione i critici hanno riunito gruppi di artisti sotto comuni classificazioni. Gli artisti della Transavanguardia; Graffitisti; Nuovi selvaggi; Kustom kulture, Tatoo-art, Digital-art e i Nuovi-nuovi . Il graffitismo o per meglio spiegarmi la: Writing o Street-art, fenomeno espressivo il cui nome deriva impropriamente da “graffito” incisione su materia dura. Con i graffiti si intendono le scritte murali “selvaggie”, contestatarie, apparse sui muri delle superaffollate periferie e delle metropolitane, particolarmente a New York, a Parigi e poi un po’ dappertutto dal 1968 ad oggi. Anche i graffiti metropolitani sono nati come comunicazione visuale spontanea, di forte protesta sociale. Spesso purtroppo rappresentano solo un atto di vandalismo e di appropriazione indebita dello spazio e del patrimonio urbano, che non può essere abusivamente usato. A un certo punto, da manifestazione del disagio giovanile, il Graffitismo - groviglio di segni indecifrabili, di scritte e figure – viene promosso a espressione d’arte. Due sono gli artisti che lo hanno trasferito dalla strada alle gallerie d’arte moderna Keith Harrring e Jaen- Michel Basquiat, entrambi scomparsi giovani. La Writing Art si rivolge quindi al complesso multiforme universo costituito dal panorama delle grandi metropoli moderne che può essere indicato con il termine d’iconosfera urbana. La città in cui nasce non è quella dal razionalismo storico e dagli urbanisti, la città come progetto, come distribuzione razionale di funzioni, come previsione di possibili sviluppi futuri.



Al contrario, è la città piena d’incongruenze, di cose brutte, di grovigli inestricabili: è la città data e non progettata, imprevista, aggressiva, inglobante, che si vorrebbe diversa, ma che è là, ed è impossibile non scontrarsi quotidianamente con essa. Ma per l’artista graffitaro nonostante il disordine, l’incongruo, la stessa bruttezza, questa città assume un aspetto familiare una cordialità allegra e vivace, una presenza tangibile alla quale non si può rinunciare. Dove la scena urbana rappresenta l’orizzonte entro il quale l'artista si muove rinunciando a una posizione contemplativa e privilegiata in quanto si tratta di una città-evento in cui egli si sente inestricabilmente implicato. Nella città data, nella scena dominata dai mezzi di comunicazione di massa, la distanza tra soggetto e oggetto si assottiglia, perde a poco a poco la dimensione distaccata del giudizio, si trasforma in un rapporto sensoriale fondato sulla percezione visiva, sull'arco abbreviato di uno stimolo e di una risposta immediata come un riflesso. L'artista considera la scena urbana come uno spettacolo visivo in cui le immagini recano con sé una molteplicità di messaggi, di significati logici, emotivi, simbolici: una realtà che non può essere elusa o negata, ma deve essere indagata e compresa nei suoi fattori formativi e negli elementi che la costituiscono. La Street-Art si presenta pertanto come un'operazione di reportage, come un penetrante e spregiudicato lavoro di identificazione. Da questo punto di vista si può definire come un'arte essenzialmente realistica, nel senso di un realismo moderno che tiene conto delle trasformazioni e dei modi stessi di rappresentazione dell'ambiente. Non c'è dubbio che l’arte di strada il graffitismo in quanto arte di identificazione di reportage e di denuncia del panorama urbano, non rappresenta una novità nell'insieme delle esperienze artistiche del XX secolo, ma trova tutta una serie di precedenti storici, in quanto gli artisti moderni hanno costantemente mostrato un interesse grandissimo per l'ambiente urbano, ossia per questa natura seconda in cui l'uomo, volente o nolente, è ormai costretto a vivere, rivelandosi come proposta di un ritorno all'integrità della natura e del villaggio in un mondo già profondamente trasformato dalla condizione industriale. Questa presa d'atto delle mutate condizioni ambientali, legate allo sviluppo della città moderna, è alla base della pittura impressionista, che è un'arte tipicamente urbana, nel senso che essa coglie nello stesso tempo i dati oggettivi della nuova realtà e le radicali trasformazioni psichiche e percettive con questa connesse. Il pittore impressionista accetta di vivere il presente prendendo atto di una situazione mutata in cui l'orizzonte dell'esistenza quotidiana, i comportamenti, il modo stesso di guardare e di atteggiarsi nei confronti del mondo sono strettamente connessi alla vita urbana, anche quando il soggetto della rappresentazione è fornito da un paesaggio naturale. La modernità dei graffitisti, l'attualità del loro “realismo” consistono appunto in questo, nel fatto che essi sanno di vivere nella città, in mezzo alla folla, e di conseguenza non possono più conservare un atteggiamento di distacco contemplativo, non possono più prendersi una distanza privilegiata nei confronti dell'oggetto della rappresentazione, metterlo in posa, girargli intorno per renderlo a tutto tondo. Il nuovo cacciatore urbano, con sagacia, ironia e cattiveria, è il nuovo portavoce e provocatore della fauna cittadina, è tornato di nuovo l’homo sapiens sapiens (sapiens), che cattura ancora nella jungla di una società moderna, dove non è più indecifrabile interpretarne il pensiero, la sostanza razionale vaporando solidifichi l’idea continuando a dare vita a vuote a rendere, affinché il mezzo divenga, tramite la genialità dell’artista, il fine e dunque la ragione dell’opera stessa. La customizzazione della bomboletta spray è dunque la capacita di traslare il significante al significato assumendo come interprete dell’opera, che sia un supporto digitale, materia prima da scolpire o creazione di oggetti di design, è la vittoria della creatività sulla monotonia, divenendo stimolo di pensiero e riflessione per il fruitore.

Telegiornale Studioaperto - Italia 1 - 12 ottobre 2008





Catalogo Vuote a Rendere
Curatore: Francesca Guerisoli / Lorenzo Bonini - Edito da: Silvia Editrice - www.silviaeditrice.it
Prezzo: Euro 35,00 - Isbn (978): 8896036037



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